12 apr
2015

L'Alma Mater laurea ad honorem Romeo Castellucci


18 dic
2014

Premio Ubu per "e la volpe disse al corvo"


17 nov
2014

Premi UBU 2014: e la volpe disse al corvo tra i progetti candidati


07 giu
2014

Romeo Castellucci al Festival d'Automne | Conversazione con Marie Collin | Vega Partesotti


28 mag
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Attilio Scarpellini | Castellucci: tra il sacro e la descralizzazione


23 mag
2014

Incontro con Romeo Castellucci | Conversazione sulla regia di Orfeo ed Euridice di Gluck Gerald Heidegger


02 apr
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Antonio Di Ciaccia | Strappare il reale


27 mar
2014

La Quinta Parete: programma e abstract


21 mar
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Gianni Manzella | Io ricordo


07 mar
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Luca Del Pia | Le visioni di Orfeo


27 feb
2014

I Quaderni di "e la volpe disse al corvo"


14 feb
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Franco Quadri | L’infanzia del poeta


07 feb
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Gianluca Farinelli | Cinema


24 gen
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Giuseppe Bartolucci | Istantanee di un debutto


16 gen
2014

Lettere a Romeo Castellucci | Parsifal


14 gen
2014

Parsifal in diretta su Rai Radio3


11 gen
2014

Lettere a Romeo Castellucci


10 gen
2014

Laurea honoris causa in Discipline della Musica e del Teatro a Romeo Castellucci


07 gen
2014

Presentazione alla stampa di Parsifal


19 dic
2013

Presentazione alla stampa di "e la volpe disse al corvo"


L'Alma Mater laurea ad honorem Romeo Castellucci

Martedì 21 aprile alle 17.30 presso l’Aula Absidale di Santa Lucia il Rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi conferirà la laurea ad honorem in Discipline della Musica e del Teatro a Romeo Castellucci. La cerimonia è aperta al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili. 

La laurea ad honorem a Romeo Castellucci, regista teatrale noto e apprezzato a livello internazionale, è stata votata all’unanimità dal Consiglio del Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater. “Con Castellucci – si legge nella motivazione – siamo di fronte non soltanto ad un protagonista assoluto della scena contemporanea, i cui lavori sono stati presentati in più di cinquanta Paesi e prodotti dai più prestigiosi teatri e festival del mondo, ma a un artista che ha contribuito a cambiare profondamente il modo di pensare e di fare il teatro nella nostra epoca, così come seppero fare, ai loro tempi, i maestri novecenteschi premiati alcuni anni or sono” (ricevettero la laurea ad honorem all’Alma Mater Jerzy Grotowski, Eugenio Barba, Luca Ronconi, Pina Bausch). 

Fondatore assieme a Claudia Castellucci e Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, Romeo Castellucci ha realizzato spettacoli come regista, ideatore di scene, luci, suoni e costumi, oltre ad essere autore di scritture di teoria che percorrono il cammino del suo teatro. È stato tra l’altro insignito di numerosi premi e onorificenze tra cui il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Teatro di Venezia. 

Nel 2014 il Comune di Bologna ha dedicato all'artista il progetto speciale e la volpe disse al corvo. Corso di Linguistica generale. Il teatro di Romeo Castellucci nella città di Bologna teso ad innescare un contatto vivo tra l’arte contemporanea e il contesto urbano. Realizzato con la Socìetas Raffaello Sanzio, curato da Piersandra Di Matteo e sostenuto anche dalla Regione Emilia Romagna, e la volpe disse al corvo ha presentato nell'arco di cinque mesi un articolato calendario di appuntamenti che hanno coinvolto in maniera attiva le istituzioni culturali della città e riscontrato un ottimo successo di pubblico e di critica, aggiudicandosi il Premio Ubu come Miglior progetto artistico e organizzativo. 

Mercoledì 22 aprile alle ore 17.30 Romeo Castellucci incontrerà il pubblico a MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna in occasione della presentazione di Toccare il reale. L’arte di Romeo Castellucci (Cronopio, Napoli, 2015). Il volume, curato da Piersandra Di Matteo, raccoglie non solo gli scritti degli studiosi che hanno partecipato al Convegno Internazionale La quinta parete. Nel teatro di Romeo Castellucci – che si è svolto al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna nell'ambito del progetto e la volpe disse al corvo – ma anche le riflessioni e le fotografie di quanti hanno seguito negli anni il suo lavoro e un insieme di sguardi, a dieci anni di distanza, dalla 37° Biennale di Teatro di Venezia diretta dall'artista. L'ingresso è libero fino a esaurimento posti disponibili.

Premio Ubu per "e la volpe disse al corvo"

e la volpe disse al corvo. Corso di linguistica generale. Il teatro di Romeo Castellucci nella città di Bologna, progetto speciale 2014 del Comune di Bologna e Socìetas Raffaello Sanzio, si è aggiudicato il Premio Ubu come Miglior progetto artistico o organizzativo, nuova categoria istituita quest'anno dall'Associazione Ubu per Franco Quadri per rispondere all’esigenza di comprendere con maggiore capillarità l’evoluzione del linguaggio scenico, sollecitando, nei 53 membri della giuria composta da critici teatrali e intellettuali, uno sguardo a tutto tondo tra le espressioni contemporanee.


L'assessore alla Cultura Alberto Ronchi e la curatrice Piersandra Di Matteo che da anni collabora attivamente con Romeo Castellucci alla cui opera il progetto è dedicato, hanno ricevuto l'importante riconoscimento il 15 dicembre al Piccolo Teatro "Paolo Grassi" di Milano, durante la serata di premiazione della trentasettesima edizione dei premi Ubu. E' la prima volta che il premio, vero e proprio "Oscar del teatro", viene assegnato ad un progetto la cui realizzazione vede la partecipazione concreta di un'Amministrazione pubblica e l'assessore Alberto Ronchi ha così voluto commentare questo successo: "Esprimo soddisfazione per la vincita del prestigioso Premio UBU, il più importante premio nazionale dedicato al teatro. Nel ringraziare tutti coloro che hanno collaborato, mi preme sottolineare come questo premio dimostri che nel nostro Paese è ancora possibile realizzare progetti culturali che - fuori dalle ricorrenze e dalle smanie eventistiche - mettano al centro la ricerca e la produzione contemporanea di un artista italiano tra i più rappresentati e apprezzati nel mondo. Il modello che Bologna ha costruito prevede l'efficace e produttivo rapporto tra diverse istituzioni pubbliche e importanti operatori culturali del territorio che - liberi dall'asfissiante retorica della partecipazione e della condivisione - realizzano iniziative importanti per la cultura del nostro Paese e per la crescita del sistema culturale bolognese."


e la volpe disse al corvo è il quarto progetto speciale del Comune di Bologna in ambito culturale dopo quelli dedicati a Schoenberg, Cage e Celati. Sostenuto anche dalla Regione Emilia Romagna, è stato realizzato da Comune di Bologna e Socìetas Raffaello Sanzio, si è svolto a Bologna da gennaio a maggio 2014 e ha coinvolto in maniera attiva le istituzioni culturali della città: Fondazione Teatro Comunale di BolognaIstituzione Bologna MuseiFondazione Cineteca, Università di Bologna - DARvipem e dagli operatori culturali XingAngelica Festival, DOM La cupola del Pilastro.


Premi UBU 2014: e la volpe disse al corvo tra i progetti candidati

Venerdì 14 novembre al Teatro Argentina di Roma, sono state annunciate le terne di finalisti per i Premi Ubu 2014: e la volpe disse al corvo è tra i tre progetti candidati per la categoria "Progetto artistico o organizzativo".
I Premi Ubu 2014 sono realizzati dall'Associazione Ubu per Franco Quadri in collaborazione con le Associazioni Ateatro e TK / Il tamburo di Kattrin. La premiazione si terrà lunedì 15 dicembre alle 18.30 al Piccolo Teatro "Paolo Grassi" di via Rovello 2, a Milano.

Romeo Castellucci al Festival d'Automne | Conversazione con Marie Collin | Vega Partesotti

A pochi giorni dalla conclusione di e la volpe disse al corvo, la rassegna che Bologna ha dedicato a Romeo Castellucci, il Festival d’Automne di Parigi annuncia nel programma della prossima edizione un articolato omaggio al regista cesenate, che si affianca ai ritratti dedicati al compositore Luigi Nono (scomparso nel 1990), e al coreografo William Forsythe. E se ogni anno il festival dedica un focus particolare a uno o più artisti, il fatto inedito è che sia l’omaggio a Castellucci che quello a Luigi Nono si protrarranno anche nell’edizione 2015.

Continua a leggere su Doppiozero | Lettere a Romeo Castellucci 


Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.


Lettere a Romeo Castellucci | Attilio Scarpellini | Castellucci: tra il sacro e la descralizzazione

Caro Castellucci, ogni volta che qualcuno mi parla di un tuo spettacolo – ti do del tu perché qualche giorno fa Silvia Rampelli ci ha presentati a Roma – usa l’aggettivo “potente”, e se io gliene oppongo un altro – ad esempio “dolente” – non passerà molto che il mio interlocutore (che spesso non è un appassionato di teatro, fatta eccezione per i tuoi lavori di cui è un cultore) ribadirà la sua prima definizione: potente. Potente, e cioè sublime come gli elementi della natura nella catastrofe romantica, il mare in tempesta che Schiller immaginava di guardare dall’alto: non sono molti, di questi tempi, a pensare che il teatro possa ancora essere il centro di una manifestazione sovrumana o, come avrebbe detto Lyotard, inumana. Non sono in molti a mettere in scena l’orlo dei vulcani. 

Continua a leggere su Doppiozero | Lettere a Romeo Castellucci

Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.


Incontro con Romeo Castellucci | Conversazione sulla regia di Orfeo ed Euridice di Gluck Gerald Heidegger

La regia di Romeo Castellucci dell’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck (Vienna, 1762) colpisce e commuove il pubblico del Wiener Festwochen 2014. Il mito di Orfeo, l’amore per la ninfa Euridice perduta per il morso di un serpente e la catabasi nel regno delle ombre per riportarla in vita diventano il terreno per una riflessione sulla condizione esistenziale del coma. Una doppia scrittura corre parallela, legata ad anello, tra il teatro e la camera dell’ospedale in cui è ricoverata Karin Anna Giselbrecht, la ragazza in stato di coma che ascolta in cuffia la musica proveniente dal teatro.



Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.

 


Lettere a Romeo Castellucci | Antonio Di Ciaccia | Strappare il reale

Caro Romeo, ho visto solo alcune delle Sue opere teatrali, letteralmente trascinato, la prima volta, dalla nostra amica comune Marie-Hélène Brousse. Mi è stato necessario il tempo per comprendere, dopo l’istante dello sguardo, per poter cogliere nel Suo lavoro quel tocco unico anche se indigesto e perturbante.


Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.

La Quinta Parete: programma e abstract

Nel quadro del Progetto Speciale 2014 che il Comune di Bologna dedica a Romeo Castellucci nasce l’occasione per il primo Convegno Internazionale interamente rivolto al lavoro dell’artista che ha dato corpo a un nuovo modo di pensare il teatro nella nostra epoca.

Sabato 5 aprile 2014
ore 9:30 - 18:30
Università di Bologna
Dipartimento delle Arti – visive -performative - mediali 
Palazzo Marescotti, Salone Marescotti
Via Barberia 4 – Bologna 


Allegati:
Programma_abstract_ La Quinta Parete

Lettere a Romeo Castellucci | Gianni Manzella | Io ricordo

Lettere a Romeo Castellucci | Io ricordo
Kaddish per quattro creazioni della Socìetas Raffaello Sanzio
Gianni Manzella

 #
 
Il teatro non c’è più. È diventato l’involucro di un’altra struttura scenica che si è gonfiata fino a invaderlo e renderlo invisibile. Un labirinto di cunicoli stretti e bassi. Passaggi segreti. Salite e discese su sentieri coperti di terra. Concave radure che circondano una collinetta di arbusti e metallo. Pareti nere su cui si leggono, in caratteri gotici, i nomi di uccelli di montagna, fanno da confine al percorso chiuso che attraversano gli spettatori di Hänsel e Gretel.


Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.

Lettere a Romeo Castellucci | Luca Del Pia | Le visioni di Orfeo

Quando Joseph Niépce ebbe la possibilità di fare la prima fotografia della storia volse lo sguardo verso la finestra e riprese la realtà che gli si offriva di fronte.

 

L’evoluzione dello sguardo fotografico ha cercato, nel tempo, punti di vista e soggetti sempre più sorprendenti. Ma, per quella rappresentazione furono sufficienti i tetti delle case di fronte.
Il desiderio di mondo ritrovava tutta la sua potenza.

 

L’opera di Romeo mi riporta incessantemente verso quella “prima volta”, una paralisi visiva che diventa condizione e soluzione per affrontarla.
Un semplice specchio di fronte alla Medusa.


Continua a leggere su Doppiozero | Lettere a Romeo Castellucci

Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.

I Quaderni di "e la volpe disse al corvo"

Il progetto e la volpe disse al corvo è scandito dalla produzione di materiali editoriali, concepiti come rilievi della materia artistica, che intrecceranno dimensione testuale e trama iconografica nella misura tipografica del sedicesimo, con la cura di Romeo Castellucci e Piersandra Di Matteo per Corraini Editore.

I Quaderni sono disponibili a Bologna nei luoghi di spettacolo e presso corrainiMAMbo artbookshop, via Don Minzoni 14, 40121 Bologna Tel. 051 6490791
mambo@corraini.com— corraini.com e raffaellosanzio.org

In Wagner è il primo dei 5  sedicesimi che accompagnano il progetto. Con un testo programmatico di Romeo Castellucci, uno sguardo alle sue due installazioni d’ispirazione wagneriana presentate al Bayerische Staatsoper, Münchner Opernfestspiele nel 2012 e un saggio critico di Piersandra Di Matteo, In Wagner accompagna Parsifal di Richard Wagner, in scena al Teatro Comunale di Bologna, in occasione del Centenario della prima rappresentazione italiana - Bologna 1 gennaio 1914.
Neutralizzando la simbologia tradizionale e sottraendo le immagini alle certezze didascaliche, nel Parsifal Romeo Castellucci compie un affondo verticale alla ricerca della matrice mitica e delle forme di conflitto che la sottendono. Lo spettatore di questa sua prima regia lirica è invitato a inoltrarsi in un terreno sconosciuto, privato di segni riconoscibili, in modo che la natura prismatica dell’opera gli si riveli attraverso la sua stessa immaginazione. Castellucci adombra il perdersi dell’essere umano nella sua stessa umanità, cogliendo il tema della purezza in relazione alla questione della società, di fronte alla quale il disarmato transito di Parsifal si sprigiona come preghiera contemporanea. Ecco allora l’irrappresentabilità del Graal, il suo affermarsi come oggetto da sempre perduto, come vuoto fondante che appartiene alla sfera intima dello spettatore.

Persona è il secondo quaderno/sedicesimo che accompagna l’omonima installazione di Romeo Castellucci al Rifugio antiaereo di Via Indipendenza a Bologna, suono di Scott Gibbons. Nell’oscurità di un rifugio antiaereo si va incontro a una maschera satiresca che nelle cavità degli occhi e della bocca è agita da un dispositivo meccanico convulso e assordante. Si tratta di un Papposileno di epoca ellenistica, la raffigurazione del più vecchio dei satiri, colui che ha in odio la città. È con una lingua comica che Castellucci dice la commedia umana, ed è con uno sguardo disumano che fissa l’umano. La pesante materia del bronzo monumentale di cui la maschera è fatta viene contraddetta dalla velocità del suo sguardo e della sua lingua: questa entità semi-ferina vede “tutto” e parla “tutto”, vi si sommano le angolazioni visive e le lingue dei popoli. La sonorità che capta e rimanda, mentre torce i bulbi oculari come in preda a un’estasi o a un delirio, è frutto della condensazione di una folla urlante e il suo bronzo risuona come una campana. L’obiettivo dell’installazione è di incutere paura, ma la paura di ciò che essa vede: noi, gli spettatori, il novero della specie, gli spettatori-spettacolo. Persona, che in latino significa “maschera”, è il nostro faccia a faccia con una sirena d’allarme.
Persona include il testo “Da uno scambio di opinioni sul mito con uno spettatore” di Romeo Castellucci e il florilegio blumenberghiano “Il Futuro del Mito”.

La Generalissima è il terzo dei 5 quaderni del progetto. Accompagna lo spettacolo Uso umano di esseri umani. Un esercizio in lingua Generalissima, in scena dal 14 al 16 febbraio 2014 all’Ex Ospedale dei Bastardini di Bologna. L’azione – basata iconograficamente sul dipinto de La Resurrezione di Lazzaro di Giotto – utilizza la Generalissima, una lingua artificiale coniata nel 1985 dalla Socìetas Raffaello Sanzio a partire dalle lingue creole e dall’“Ars Magna” di Raimondo Lullo, concepita su basi numerologiche. Redatta accuratamente da Claudia Castellucci a partire da quattrocento termini omnicomprensivi, la Generalissima procede per livelli sempre più astratti – da quello più comune fino al più puro, composto di sole quattro parole – con ognuno dei quali è possibile comunicare. La scena pittorica che vede il Signore avanzare verso il cadavere di Lazzaro, mentre i familiari si coprono il naso per il fetore della putrefazione, viene ripetuta sulla traccia di tali principi combinatori. La luce atonale del sole che attraversa la grande volumetria dell’Ex Ospedale dei Bastardini prepara lo spettatore alla contemplazione di una trasformazione profonda.



Lettere a Romeo Castellucci | Franco Quadri | L’infanzia del poeta

Associo, a torto o a ragione, Raffaello Sanzio all’infanzia del poeta. Vera infanzia, s’intende, non simulata o letteraria. Con un senso naturale del gioco. Di tale sensazione nello stesso nome della Socìetas vedo un sintomo, anche se da poco sono arrivato a rendermi conto che mai m’ero interrogato sul motivo di quella loro scelta, quasi si trattasse d’un dato scontato. Forse pensavo che da ragazzi è facile dividersi in squadre e, se c’è da darsi un nome, si va diritti su quello di un numero uno.

Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.

Lettere a Romeo Castellucci | Gianluca Farinelli | Cinema

Che il cinema trovasse ampio spazio nell’omaggio che il Comune di Bologna ha voluto offrire in questo 2014 all’arte di Romeo Castellucci è fatto connaturato alla radice profonda del suo teatro, che è quintessenzialmente un teatro d’immagini. 
La Cineteca di Bologna è felice di essere il luogo dove si svilupperà la riflessione sul dialogo tra le immagini del teatro di Castellucci e quelle del cinema da lui studiato, amato e scelto, per una delle due sezioni in cui il dittico della nostra retrospettiva, L’atto di vedere con i propri occhi, si compone: da un lato una retrospettiva che presenterà la documentazione – in alcuni casi rarissima – degli spettacoli di Castellucci, e, dall’altro, attraverserà un secolo di storia del cinema, da fondatori di un cinema dell’anima come Carl Th. Dreyer alle più recenti sperimentazioni. 
Gianluca Farinelli

Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici.

Lettere a Romeo Castellucci | Giuseppe Bartolucci | Istantanee di un debutto

La Raffaello Sanzio ha il merito di aver tagliato le gambe alla smania metropolitana e di non essersi lasciata invadere dalla nostalgia del poetico.
Partendo da un gusto eccentrico e disponibile – ed evitando sia una dimostrazione di stile, che un’esposizione di materiali – il gruppo via via è venuto imponendo un suo modo di agire ed una sua qualità rappresentativa. Il modo è quello di un procedimento mobile – per scatti e per pose – su cui distribuire azioni vertiginose e fissare immagini compositive. La qualità è quella di una sollevazione generale di segni e di una distribuzione senza limiti di segnali, con cui sommuovere la scrittura scenica.

Continua a leggere su Doppiozero | Lettere a Romeo Castellucci

Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici. 

Lettere a Romeo Castellucci | Parsifal


È un lungo viaggio nel mito attraverso le seduzioni della musica, il Parsifal di Romeo Castellucci. Ha aperto la stagione del Teatro Comunale di Bologna, dando il via anche al progetto E la volpe disse al corvo, dedicato da Bologna all’artefice della Socìetas Raffaello Sanzio. Questo spettacolo (con la collaborazione drammaturgica di Piersandra Di Matteo) è un percorso accidentato, fantastico, doloroso, che porterà su strade desolatamente e radicalmente contemporanee, simili a quelle che percorre l’uomo perso nella folla.
Massimo Marino
Continua a leggere su Doppiozero | Lettere a Romeo Castellucci

Parsifal in diretta su Rai Radio3

Giovedì 16 gennaio Radio Rai3 trasmetterà in diretta Euroradio dal Teatro Comunale di Bologna Parsifal di Richard Wagner: collegamento a partire dalle ore 19:00 circa.

Lettere a Romeo Castellucci

Lettere a Romeo Castellucci a cura della redazione di Scene, è il progetto speciale con cui Doppiozero affianca e la volpe disse al corvo punteggiando il percorso degli accadimenti attraverso una raccolta di testimonianze - lettere, sguardi, contributi storici. 

Chi è Romeo Castellucci e perché Bologna gli dedica una rassegna che va da gennaio a maggio? Doppiozero chiede a organizzatori culturali, artisti, critici, pensatori, scrittori, spettatori di tratteggiare la figura di questo esploratore del contemporaneo (nel catalogo ebook di doppiozero segnaliamo il prezioso saggio di Oliviero Ponte di Pino 
Romeo Castellucci & Socìetas Raffaello Sanzio). E trae dagli archivi testimonianze di sguardi storici sul suo labirintico lavoro.

Nelle vene oscure dell'umano è il titolo della prima lettera di Massimo Marino.


Laurea honoris causa in Discipline della Musica e del Teatro a Romeo Castellucci

In apertura del progetto e la volpe disse al corvo. Corso di Linguistica Generale è stata annunciata a sorpresa la Laurea honoris causa in Discipline della Musica e del Teatro che l'Università di Bologna, su proposta del Dipartimento delle Arti, ha deciso di assegnare all'artista nel 2014.

Si tratta di una laurea magistrale che da quest'anno somma i due titoli precedenti in musica e spettacolo dal vivo e Romeo Castellucci sarà il primo laureato in questo nuovo percorso di studi. Annunciata da Giuseppina La Face, direttore del Dipartimento delle Arti (in rappresentanza del Magnifico Rettore Ivano Dionigi) durante la conferenza stampa del Parsifal al Teatro Comunale di Bologna, il riconoscimento dell’Università bolognese ha precedenti illustri in Jerzy Grotowski, Eugenio Barba, Luca Ronconi e Pina Bausch.

Castellucci ha sentitamente ringraziato, ricordando che il suo teatro, con la Socìetas Raffaello Sanzio, è nato proprio a Bologna, dove egli ha frequentato l'Accademia di Belle Arti diplomandosi in Pittura e Scenografia.

“Sono orgoglioso e nello stesso tempo frastornato. Un simile riconoscimento mi mette di fronte al mio lavoro, e apre a un orizzonte in cui sento di avere ancora molte cose da fare. Detto questo, ringrazio dal profondo l’Università di Bologna e il Dipartimento delle Arti”.


Allegati:
Comunicato stampa Laurea honoris causa in Discipline della Musica e del Teatro a Romeo Castellucci (.doc)
Comunicato stampa Laurea honoris causa in Discipline della Musica e del Teatro a Romeo Castellucci (.pdf)

Presentazione alla stampa di Parsifal

Giovedì 9 gennaio alle ore 12.00 nella Rotonda Gluck del Teatro avrà luogo la conferenza stampa di presentazione di Parsifal di Richard Wagner, nell’allestimento diretto dal Maestro Roberto Abbado con la regia, le scene, i costumi e le luci di Romeo Castellucci.

Parsifal è lo spettacolo di inaugurazione della Stagione d’Opera e Balletto 2014, che si apre martedì 14 gennaio.

Alla conferenza stampa saranno presenti il Sovrintendente Francesco Ernani, il suo consulente artistico Maestro Nicola Sani, l’Assessore alla Cultura Alberto Ronchi, il Maestro Roberto Abbado e il regista Romeo Castellucci.


Allegati:
Comunicato stampa Parsifal con la regia di Romeo Castellucci (.pdf)
Comunicato stampa Parsifal con la regia di Romeo Castellucci (.doc)

Presentazione alla stampa di "e la volpe disse al corvo"

Giovedì 19 dicembre 2013 ore 12:00  in Sala Savonuzzi a Palazzo D'Accursio presentazione alla stampa del progetto e la volpe disse al corvo | Corso di linguistica generale. 

Materiali per la stampa disponibili nella press area.

Romeo Castellucci 


Nasce nel 1960 a Cesena. Si diploma in Pittura e Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1981 fonda, insieme a Claudia Castellucci e a Chiara Guidi, la Socìetas Raffaello Sanzio. Da allora realizza spettacoli come regista, ideatore di scene, luci, suoni e costumi. I suoi lavori sono stati presentati in più di cinquanta nazioni, prodotti dai più prestigiosi teatri e festival del mondo.Nel 2002 è insignito del titolo di “Chevalier des Arts et des Lettres” dal Ministero della Cultura della Repubblica Francese. È stato direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia (2005), “Artiste Associé” alla direzione artistica della 62a edizione del Festival d’Avignon (2008) e artista prescelto per il Tokyo Festival del 2012. Dal 2013 è invitato a produrre alla Schaubhüne di Berlino. Insignito di numerosi premi e onorificenze internazionali, il recente conferimento del Leone D’Oro alla carriera della Biennale di Venezia è l’ultimo importante riconoscimento del suo percorso artistico.


raffaellosanzio.org


La sua arte è la punta per tracciare una complessa drammaturgia urbana. Spettacoli, installazioni, performance, proiezioni, incontri e un concerto prendono corpo in differenti luoghi della città, dai quali ricevono, a loro volta, un’impronta. Un palazzo storico del centro, un teatro lirico, un cinema, la palestra di un complesso sportivo della periferia, un’Aula Magna con riproduzioni di statue classiche, un rifugio antiaereo, un ex ricovero per bambini. Sono – perlopiù – luoghi inadatti al teatro, e per questo adatti a trovare il proprio del teatro. Il progetto è pensato come un percorso in dieci volumi. L’allusione è alle volumetrie dei luoghi, ma anche ai tomi di un corpus linguistico. Ogni passo di questo attraversamento dissemina nello spazio modi specifici dell’evento del linguaggio. È in gioco il passaggio simbolico che si consuma quando da corpus si passa a corpo, giacché il tomo, dalla radice greca del verbo tagliare, implica una perdita. Forse il formaggio del corvo a cui allude il titolo? Concepiti come visitazioni, molti accadimenti attiveranno dinamiche di risonanza con gli ambienti trovati, e in quasi totale nudità tecnica trameranno con la luce naturale e la struttura dei luoghi stessi. Gli spettatori, nel loro passaggio nomade, scriveranno una retorica pedestre in cui la città sarà vissuta con un andamento singolare, consegnando al teatro un senso di riconquistata provvisorietà. Si tratta di occupare ed essere occupati da uno spazio come da un discorso. In entrambi i casi è una questione di topologia. La trama di questo ciclo di lavori è percorsa infatti dal rapporto con il linguaggio. Sono rilievi sulla faculté de langage, sullo svelamento dei dispositivi retorici, sulle cavità orali e sui movimenti dell’apparato fonatorio, sul pensiero sonoro della parola e sugli inganni acustici, sulla pura emissione innalzata verso registri disumani, sulla falsa lingua che condensa in sé tutte le voci dei popoli in un urlo tellurico, sull’esercizio di una lingua universale. Nel solco tracciato in questi anni dal Comune di Bologna teso a creare un contatto vivo tra i linguaggi del contemporaneo e il tessuto urbano - e nel segno di una collaborazione tra gli operatori culturali della città - il progetto speciale 2014 chiede al teatro di ridefinire i termini di un nuovo modello culturale, e lo fa puntando sull’artista che più di ogni altro ha dato vita a un nuovo modo di pensare il teatro nella nostra epoca. 

info@elavolpedissealcorvo.it


#elavolpedissealcorvo
#castellucci
#bologna
e la volpe disse al corvo
Corso di Linguistica Generale

Il teatro di Romeo Castellucci nella città di Bologna

La morale della favola sembra suggerire: se parli dovrai rinunciare a qualcosa e perderai il tuo pezzo di formaggio. In altri termini, perderai l’oggetto del tuo discorso e morirai di fame. Per non perdere la cosa non la posso dire, sono costretto a stringerla con tutte le forze. Ma se la tengo così, a una tale vicinanza dagli occhi da non riuscire a vederla, significa che questa cosa non potrà mai divenire un’immagine. Ogni immagine, infatti, è costituita dal distacco dalle cose. Il problema è che io, il corvo, sono un cantante nato e, per quanto ne so, l’esistenza stessa del teatro dipende dalle immagini. E allora? La trama di questo ciclo di lavori è percorsa dalla scepsi linguistica che scinde il teatro. Quale distanza devo prendere dalle parole e a quale prezzo? Come si costituisce un’immagine, e a quale prezzo? Come la caduta della parola può divenire, a sua volta, immagine? E perché la parola caduta è quella che mi commuove di più? Cosa mi ricorda, al fondo? Il Corso di Linguistica Generale, pensato per Bologna, vuole riflettere sul carattere teatrale della Lingua, intesa qui come lo strumento dei conflitti umani e divini. 

RC


e la volpe disse al corvo
Corso di Linguistica Generale

Il teatro di Romeo Castellucci
nella città di Bologna
Progetto speciale 2014
Comune di Bologna
Socìetas Raffaello Sanzio

a cura di
Piersandra Di Matteo




realizzato da

Comune di Bologna Societas Raffaello Sanzio

con il patrocinio della
Regione Emilia Romagna


in collaborazione con

Teatro Comunale di Bologna Istituzione Bologna Musei Cineteca Bologna Xing Alma Mater Studiorum Bologna Angelica Dom

un particolare ringraziamento a

Provincia di Bologna Accademia Belle Arti Bologna

media partner

Rai Radio 3 Doppiozero




Comune di Bologna
Settore Sistema Culturale e Università
Direzione: Patrizia Rigosi
Coordinamento progetto: Cheti Corsini, Valentina Lanza,
Simona Brighetti, Claudia Nanni

Socìetas Raffaello Sanzio
Organizzazione: Gilda Biasini, Valentina Bertolino
Produzione: Cosetta Nicolini, Benedetta Briglia
Direzione tecnica: Luciano Trebbi
Amministrazione: Michela Medri, Elisa Bruno, Simona Barducci
Consulenza amministrativa: Massimiliano Coli

Ufficio stampa Cristina Ventrucci
Ufficio stampa Comune di Bologna Raffaella Grimaudo
Progetto grafico Emilio Macchia e Erica Preli
Realizzazione web Luigi Bevilacqua
Stampa Grafiche Morandi Fusignano (RA)




Il progetto e la volpe disse al corvo è scandito dalla produzione di materiali editoriali, concepiti come rilievi della materia artistica, che intrecceranno dimensione testuale e trama iconografica nella misura tipografica del sedicesimo, con la cura di Romeo Castellucci e Piersandra Di Matteo per Corraini Editore. I sedicesimi saranno disponibili a Bologna nei luoghi di spettacolo, e presso corrainiMAMbo artbookshop, via Don Minzoni 14, 40121 Bologna
Tel. 051 6490791 - mambo@corraini.com
www.corraini.com e www.raffaellosanzio.org

14—25 gennaio

Parsifal. Dramma sacro in tre atti

Fondazione Teatro Comunale di Bologna
direttore 
Roberto Abbado
regia, scene, costumi e luci 
Romeo Castellucci
maestro del Coro 
Andrea Faidutti
coreografia 
Cindy Van Acker
regista collaboratore 
Silvia Costa
drammaturgia 
Piersandra di Matteo
assistente alle luci 
Daniele Naldi
video 3D 
Apparati Effimeri
maestro del Coro di Voci Bianche 
Alhambra Superchi
Orchestra, Coro, Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Coro di Voci Bianche del Teatro Comunale
allestimento 
Théâtre de la Monnaie / Bruxelles
Fondazione Teatro Comunale di Bologna, in occasione del Centenario della prima rappresentazione italiana - Bologna 1 gennaio 1914 -
presenta Parsifal,  musica e libretto di Richard Wagner

Neutralizzando la simbologia tradizionale e sottraendo le immagini alle certezze didascaliche, nel Parsifal Romeo Castellucci compie un affondo verticale alla ricerca della matrice mitica e delle forme di conflitto che la sottendono. Lo spettatore di questa sua prima regia lirica è invitato a inoltrarsi in un terreno sconosciuto, privato di segni riconoscibili, in modo che la natura prismatica dell’opera gli si riveli attraverso la sua stessa immaginazione. Qui, in un liquido confondersi delle forme, il bosco trasmuta nell’uomo e poi lo riassorbe, il regno della magia nera si snoda in una rarefazione albina, e il deserto si manifesta nell’esodo di una folla anonima in cammino perpetuo. Castellucci adombra il perdersi dell’essere umano nella sua stessa umanità, cogliendo il tema della purezza in relazione alla questione della società, di fronte alla quale il disarmato transito di Parsifal si sprigiona come preghiera contemporanea. Ecco allora l’irrappresentabilità del Graal, il suo affermarsi come oggetto da sempre perduto, come vuoto fondante che appartiene alla sfera intima dello spettatore.

Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Largo Respighi 1 - Bologna 
info: infoline (+39) 051.529958
 
visualizza mappa
Parsifal. Dramma sacro in tre atti


24—26 gennaio

Persona

Rifugio antiaereo
installazione di 
Romeo Castellucci
suono di 
Scott Gibbons
produzione 
Socìetas Raffaello Sanzio 
Istituzione Bologna Musei in occasione di ART CITY Bologna 2014

Nell’oscurità di un rifugio antiaereo si va incontro a una maschera satiresca che nelle cavità degli occhi e della bocca è agita da un dispositivo meccanico convulso e assordante. Si tratta di un Papposileno di epoca ellenistica, la raffigurazione del più vecchio dei satiri, colui che ha in odio la città. È con una lingua comica che Castellucci dice la commedia umana, ed è con uno sguardo disumano che fissa l’umano. La pesante materia del bronzo monumentale di cui la maschera è fatta viene contraddetta dalla velocità del suo sguardo e della sua lingua: questa entità semi-ferina vede “tutto” e parla “tutto”, vi si sommano le angolazioni visive e le lingue dei popoli. La sonorità che capta e rimanda, mentre torce i bulbi oculari come in preda a un’estasi o a un delirio, è frutto della condensazione di una folla urlante e il suo bronzo risuona come una campana. L’obiettivo dell’installazione è di incutere paura, ma la paura di ciò che essa vede: noi, gli spettatori, il novero della specie, gli spettatori-spettacolo. Persona, che in latino significa “maschera”, è il nostro faccia a faccia con una sirena d’allarme. 
Rifugio antiaereo, Via Indipendenza 71/z, presso Autorimessa Pincio
venerdì 24 gennaio ore 12-20
sabato 25 gennaio ore 12-24
domenica 26 gennaio ore 12-20
ingresso libero
visualizza mappa
persona


08—25 febbraio

L’atto di vedere con i propri occhi

Cinema Lumière
Fondazione Cineteca di Bologna

Cuore cinematografico del progetto, L’atto di vedere con i propri occhi si compone di nove programmi e due incontri con Romeo Castellucci. Si tratta di un percorso dal filo doppio, che da un lato attraversa la lunga vicenda teatrale del regista, e dall’altro propone opere cinematografiche da lui stesso scelte per questo specifico contesto. Si presentano in esclusiva materiali rarissimi degli esordi della Socìetas Raffaello Sanzio – video dei primi anni Ottanta e Novanta – fino alla produzione più recente, con la visione dei cicli integrali legati agli ultimi spettacoli teatrali. Completano l’affondo opere attinte dall’intero arco della storia del cinema – con accostamenti tra titoli di periodo e natura diversa – per condurre lo spettatore in un viaggio che svela il bacino filmico del regista teatrale più visionario degli ultimi decenni.


Programma delle proiezioni

sabato 8 febbraio ore 20.15 Cinema Lumière / video teatrali (60’)

Santa Sofia - Teatro Khmer (1985)

Oratoria n. 4: Tohû wâ Bohû (1986)

Oratoria n. 5: sono consapevole dell'odio che tu nutri per me (1987)

La cripta degli adolescenti (1988)

La discesa di Inanna (1989)

Ahura Mazda (1991)

a seguire, incontro con Romeo Castellucci


domenica 9 febbraio ore 18.00 Cinema Lumière

Superflex, Burning Car (Vietnam-Olanda/2008, 11’)

Carl Theodor Dreyer, Pagine dal libro di Satana-primo episodio (Blade af Satans Bog, Danimarca/1920, versione originale sottotitolata)

Alan Clarke, Elephant (Irlanda del Nord/1989, 39’)

Martin Arnold, Shadow Cuts (Austria/2010, 5’)


martedì 11 febbraio ore 20 Sala Cervi / video teatrali

Tragedia Endogonidia (2001-2004, prima parte, 180’)


venerdì 14 febbraio ore 19.30 Cinema Lumière introduce Romeo Castellucci

Stan Brakhage, The Act of Seeing With One's Own Eyes (USA/1971, 32’)

Terrence Malick, To the Wonder (USA/2012, 112’, versione originale sottotitolata)


sabato 15 febbraio ore 18.00 Cinema Lumière / video teatrali (90’)

Amleto, la veemente esteriorità. della morte di un mollusco (1992)

Lucifero. Quanto più una parola è vecchia, tanto più va a fondo (1993)

Orestea (una commedia organica?) (1995)

Giulio Cesare (1997)

Genesi. From the Museum of Sleep (1999)

Voyage au bout de la nuit (1999) 

Il Combattimento di Tancredi e Clorinda (2000)


martedì 18 febbraio ore 20 Sala Cervi / video teatrali

Tragedia Endogonidia (2001-2004, seconda parte, 180’)


venerdì 21 febbraio ore 20.00 Cinema Lumière / video teatrali (90’)

Hey Girl! (2006)
Sul concetto di volto nel Figlio di Dio (2010)

Io penso (2010)
The Phenomenon Called I (2011)

Folk (2011)


sabato 22 febbraio ore 18.30 Cinema Lumière

Brothers Quay, In Absentia (GB/2000, 20’)

Bruce Conner, Valse Triste (USA/1978, 5’) e Take the 5:10 Dreamland (USA/1977, 6’)

Martin Arnold, Pièce touchée (Austria/1989, 16’)


martedì 25 febbraio dalle 20 Sala Cervi / video teatrali (90’)

Inferno, Purgatorio, Paradiso (2008)


Cinema Lumière
Piazzetta Pasolini, ingresso da Via Azzo Gardino, 65/b - Bologna

Info e calendario dettagliato delle proiezioni:
visualizza mappa
atto di vedere


14—16 febbraio

Uso umano di esseri umani

Ex Ospedale dei Bastardini
Un esercizio in Lingua Generalissima
di Romeo Castellucci
musica dal vivo dei Phurpa
testo di Claudia Castellucci
suoni di Scott Gibbons
con Simone Bobini, Dario Boldrini, Bernardo Bruno, Silvano Voltolina
e con  Isabella Benedettelli, Nina Bollini, Sabina Borelli, Gemma Carbone, Serena Dibiase, Nicole Guerzoni, Silvio Impegnoso, Andrea Alessandro La Bozzetta, Andrea Meloni,Paola Stella Minni, Manoel Morelli, Filippo Pagotto

disegno tecnico della Generalissima Paride Piccinini
tecnica del suono Stefano Carboni
attrezzeria Vito Matera, Gionni Gardini

produzione
Socìetas Raffaello Sanzio
in collaborazione con Xing
coproduzione: Electrotheatre Stanislavsky / Mosca; Kunstenfestivaldesarts / Bruxelles
Grazie alla collaborazione di Provincia di Bologna
prima assoluta
Il principio della decomposizione e l'ascesi della lingua che agiscono in Uso umano di esseri umani  alludono al potere del linguaggio di trascendere i corpi. 
L’azione – basata iconograficamente sul dipinto de La Resurrezione di Lazzaro di Giotto – utilizza la Generalissima, una lingua artificiale coniata nel 1985 dalla Socìetas Raffaello Sanzio a partire dalle lingue creole e dall’“Ars Magna” di Raimondo Lullo, concepita su basi numerologiche. Redatta accuratamente da Claudia Castellucci a partire da quattrocento termini omnicomprensivi, la Generalissima procede per livelli sempre più astratti – da quello più comune fino al più puro, composto di sole quattro parole – con ognuno dei quali è possibile comunicare. La scena pittorica che vede il Signore avanzare verso il cadavere di Lazzaro, mentre i familiari si coprono il naso per il fetore della putrefazione, viene ripetuta sulla traccia di tali principi combinatori. La luce atonale del sole che attraversa la grande volumetria dell’Ex Ospedale dei Bastardini prepara lo spettatore alla contemplazione di una trasformazione profonda. 

Ex Ospedale dei Bastardini 
Via d'Azeglio 41 - Bologna

venerdì 14 febbraio ore 15
sabato 15 febbraio ore 12 e ore 15
domenica 16 febbraio ore 12 e ore 15
ingresso € 10 
capienza limitata: si consiglia la prenotazione 

info e prenotazioni: Xing tel. 051.331099 info@xing.it 
Biglietteria presso Ex Ospedale dei Bastardini 
Via d'Azeglio 41: apertura 30 minuti prima. 
visualizza mappa
Uso umano di esseri umani


27—30 marzo

Giulio Cesare. Pezzi staccati

Aula Magna Accademia di Belle Arti di Bologna
di Romeo Castellucci 
con 
Dalmazio Masini e Simone Toni affiancati da Gianni Piazzi e Silvano Voltolina 
produzione 
Socìetas Raffaello Sanzio.
organizzazione 
Cronopios 
grazie alla collaborazione di 
Accademia di Belle Arti di Bologna 
Tra le statue di ispirazione greca e romana che popolano l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti, prendono corpo come nuclei vivi due figure nate nel 1997 all’interno del Giulio Cesare, il lavoro della Socìetas Raffaello Sanzio che più di ogni altro ha inquadrato l’impero della retorica e la morfologia del monumento. Da un lato il personaggio di “...vskij” - allusione a uno dei padri fondatori del teatro occidentale - inserisce una telecamera endoscopica nella propria cavità nasale fino alla glottide, proiettandone l’immagine su uno schermo circolare: visualizza così il viaggio a ritroso della voce fino alla soglia delle corde vocali, come a mostrare la carne della parola. Dall’altro, un attore laringectomizzato pronuncia l’orazione funebre di Marco Antonio per Giulio Cesare: il picco retorico del dramma si rinnova in una foniatria sgolata, la sola capace di sopportare il discorso, perché letteralmente parlata da una “ferita”. È con questi due monologhi speculari che Castellucci torna a percorrere gli spazi dell’Accademia in cui ha studiato, ora lui stesso portatore di un eloquente corso di linguistica generale.
Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna 
Via Belle Arti 54 - Bologna
giovedì 27 e venerdì 28 marzo
ore 16
sabato 29 e domenica 30 marzo
ore 15 e ore 17

ingresso € 10 capienza per ogni replica: 50 spettatori
dal 1 marzo prevendita online su www.vivaticket.it, Bologna Welcome Piazza Maggiore 1/e (aperto dal lunedì al sabato 9:00 - 19:00. Domenica e festivi 10:00 - 17:00) e negli altri punti vendita Vivaticket. 

Biglietteria presso l’Accademia di Belle Arti: apertura un’ora prima di ogni performance
info Cronopios tel. 051.224420 (lun-ven 9:30-13:00; 15:00-17:30)
nei giorni di spettacolo tel. 338 2237327
visualizza mappa
Giulio Cesare. Pezzi staccati


02—06 aprile

Giudizio Possibilità Essere

Palestra Arcoveggio
ideato e diretto da Romeo Castellucci 
cura del movimento Silvia Costa
con Chiara Causa, Silvia Costa, Laura Dondoli, Irene Petris 
e con Silvia Berti, Cristina Capponi, Chiara Castaldini, Sara Dal Corso, Gaia Germanà, Leila Ghiabbi, Ilaria Dalle Donne, Irene Migliori, Lara Russo.
produzione
Socìetas Raffaello Sanzio.
organizzazione 
Cronopios
grazie alla collaborazione del 
Quartiere Navile e del Centro Sportivo Arcoveggio
Nell’Antica Grecia – mondo a cui Friedrich Hölderlin si è rivolto assiduamente – il Ginnasio era il luogo della preparazione dei giovani in vista delle gare atletiche e della vita adulta, oltre che preludio al momento della guerra. Ed è a una palestra – luogo dell’esercizio e della disciplina, estraneo all’ortodossia del teatro – che Romeo Castellucci affida il compito di far risuonare le parole del poeta nella loro eresia e bellezza inattuale.
Secondo un’estetica sorvegliata fino al midollo, intesa qui come radicalismo politico, viene messo in scena il dramma incompiuto La morte di Empedocle, testo in cui il filosofo, accusato di essersi reso simile agli dei, abbandona la città per salire la montagna e gettarsi nel fuoco dell’essere. Il luogo della ginnastica lascia spazio alla rivelazione, esaltando lo scorrere retorico dei gesti e l’articolazione di versi che affermano la potenza della natura e ricordano, senza consolazione, la finitezza dell’umano. Accolti sui cuscini del salto in alto, gli spettatori hanno il compito di inverare ogni giudizio, possibilità, essere.

Palestra Arcoveggio 
Via di Corticella, 180/4
mercoledì 2, giovedì 3, venerdì 4, sabato 5 aprile ore 21
domenica 6 aprile ore 16
ingresso € 10
capienza massima per ogni replica: 100 spettatori
dal 1 marzo prevendita online su www.vivaticket.it, Bologna Welcome Piazza Maggiore 1/e (aperto dal lunedì al sabato 9:00 - 19:00. Domenica e festivi 10:00 - 17:00) e negli altri punti vendita Vivaticket.
Biglietteria presso Palestra Arcoveggio: apertura un’ora prima di ogni performance
info Cronopios 
tel. 051.224420 (lun-ven 9:30-13:00; 15:00-17:30)
nei giorni di spettacolo tel. 338 2237327

La palestra Arcoveggio è raggiungibile con l'autobus linea 27. 
visualizza mappa
giudizio possibilità essere


05
aprile

La quinta parete. Nel teatro di Romeo Castellucci

Palazzo Marescotti — Università di Bologna
Il Centro La Soffitta - Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna -presenta, nell'ambito della XXVI rassegna LA SOFFITTA 2014 il convegno internazionale a cura di Piersandra Di Matteo. 

intervengono Lucia Amara, Marie Hélène Brousse, Adele Cacciagrano, Shintaro Fujii, Joe Kelleher, Marcello Neri, Eleni Papalexiou, Enrico Pitozzi, Daniel Sack, Dorota Semenowicz. Introduce Marco De Marinis
Nella mappa articolata di questo progetto nasce l’occasione per il primo convegno internazionale interamente rivolto al lavoro dell’artista che ha dato corpo a un nuovo modo di pensare il teatro nella nostra epoca. Autore di un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale, Castellucci ha creato opere che pulsano di una tensione visuale capace di sottrarre l’immagine al dominio della comunicazione, e mettono in scacco il principio di rappresentazione scavando nella verità della materia. È un teatro che strappa il reale al principio di realtà, che tocca le radici della tradizione per recidere la consuetudine, che sonda l’intima alleanza tra visivo e sonoro. Attraverso l’incontro tra studiosi e pensatori da anni interessati al lavoro di Castellucci si snodano le linee di questa linguistica – scandita da regie, installazioni e progetti curatoriali nell’arco cronologico che muove dagli esordi della Socìetas Raffaello Sanzio all’attuale periodo hölderliniano – dove la quinta parete è la forza creatrice in dote allo spettatore.
Palazzo Marescotti, Salone Marescotti
Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna
Via Barberia 4 - Bologna
sabato 5 aprile
ore 9.30-18.30
ingresso libero fino esaurimento posti
tel. 051.2092400/10 
visualizza mappa
quinta parete


24
maggio

Unheard

AngelicA — Teatro San Leonardo
AngelicA, Festival Internazionale di Musica ventiquattresimo anno – Momento Maggio Bologna, Modena, Lugo - 2>31 maggio 2014

musica di 
Scott Gibbons 
vista da 
Romeo Castellucci
oggetti, computer, elettronica
Scott Gibbons
figura
Laura Pante
produzione 
Socìetas Raffaello Sanzio 
in collaborazione con 
AngelicA
Scott Gibbons, il compositore con il quale Romeo Castellucci lavora da quasi quindici anni, capta suoni reali dalle superfici delle cose, dai volumi e dai movimenti più nascosti, fino a quelli interiori come il fluire del sangue o l’articolarsi delle ossa. E poi rocce, incendi, carta, aria. Il punto di partenza è sempre un dato della realtà e ciò rende ogni suono ottenuto aderente alla propria radice e portatore del fondamento organico del linguaggio. Per questo nuovo concerto, Gibbons utilizza un apparecchio medicale capace di registrare il grado più profondo della materia umana, quello atomico, cercando così di penetrare l’essenza più sottile di cui siamo composti. 

Ma la dimensione musicale del linguaggio scenico di Castellucci verrà anche affrontata da un’altra angolazione, grazie all’incontro tra il regista e Heiner Goebbels, direttore artistico della Ruhrtriennale e compositore tra i più innovativi della scena contemporanea. Castellucci e Goebbels si confrontano su due approcci complementari che, muovendo dal teatro alla musica e viceversa, consegnano al loro spettatore una consistenza sempre aperta della presenza acustica.

Il 24 maggio  alle ore 17.30, nell’ambito degli Incontri & Ascolti di AngelicA
La presenza acustica nelle arti performative 
con Romeo Castellucci, Heiner Goebbels, Massimo Simonini
ingresso libero
AngelicA 
Centro di Ricerca Musicale 
Teatro San Leonardo 
via San Vitale 63 – 67, Bologna
sabato 24 maggio
ore 21:30 e 23:30
ingresso € 10
visualizza mappa
unheard


27
maggio

Il ritmo è tutto

DOM la cupola del Pilastro
Romeo Castellucci incontra Federico Ferrari

coordina 
Piersandra Di Matteo 
La questione di una ritmica dell’immagine è il punto di partenza del dialogo filosofico tra Romeo Castellucci e Federico Ferrari. Docente di Filosofia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Milano, visiting professor in diverse istituzioni e università straniere, Ferrari è autore di numerosi libri che intrecciano nodi problematici cari alle domande poste dal linguaggio artistico di Castellucci: l’enigma della creazione, lo sguardo e l’invisto, la comunità degli spettatori, il rapporto tra arte ed etica, la coappartenenza di forma e materia. L’artista e il filosofo entreranno in questi nuclei ognuno dalla propria prospettiva singolare. Questo incontro è l’occasione per rivelare la forte dimensione teorica e filosofica che fonda il teatro di Castellucci e che attraversa una scrittura scenica estremamente concreta, dove la centralità della tecnologia dell’occhio e la pulsazione delle singole immagini diventano cardine di orientamento. Per dirla con Friedrich Hölderlin: "tutto è ritmo".

DOM la cupola del Pilastro 
via Panzini 1, Bologna
martedì 27 maggio
ore 18:30
ingresso libero

DOM è raggiungibile con l'autobus n. 20 
dal centro di Bologna direzione Pilastro - fermata Panzini. 
Il n. 20 effettua anche corse notturne.
tel. 051.6242160 
visualizza mappa
il ritmo è tutto


28
maggio

Attore, il tuo nome non è esatto

Palazzo Gnudi
di Romeo Castellucci
con 
Mara Bertoni, Evelin Facchini, Giacomo Garaffoni, Aglaia Mora, Filippo Pagotto, Ermelinda Pansini, Carlotta Pircher, Sergio Policicchio.
La creazione di questa performance è l’esito di un laboratorio condotto da Romeo Castellucci nel 2010  alla Biennale Teatro di Venezia. 
produzione 
Socìetas Raffaello Sanzio / La Biennale Teatro di Venezia
organizzazione 
Cronopios
Voci di indemoniati, di posseduti, di stati isterici innescano presenze corporee. Così si mostra l’attore secondo Romeo Castellucci: non più portatore di un discorso narrativo, spogliato da ogni atto di volontà o scopo, si dà come corpo agito dalla scena.
Creata nel 2011 per la Biennale di Venezia, la performance registra la forza esterna che s’impadronisce dell’attore e ne determina l’azione. La lingua che lo cavalca e lo invade è quella di corpi del passato, fatta di balbettii, borgorigmi, lallazioni, glossolalie, melopee, conati e urla. E la sua tecnica consiste nella ricerca di una necessaria passività, nella capacità fondamentale d’interpretare, attraverso la carne, le forze e le potenze che lo governano, forse da sempre. Accolta nel Salone di Palazzo Gnudi nelle ore pomeridiane – tesa tra elementi di estrema finzione e sospetto del reale – Attore, il tuo nome non è esatto si accende della luce diurna proveniente dalle grandi vetrate virate al rosso.
Questo cuore pulsante diviene il gesto conclusivo di Castellucci che riporta il teatro a infiammare il centro della città. 

Palazzo Gnudi
Via Riva Reno 77

Attenzione: lo spettacolo si terrà a Palazzo Gnudi in via Riva Reno 77 invece che nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo

mercoledì 28 maggio 
Repliche ore 16.15; ore 17.15; ore 18.15; ore 19.15
ingresso € 10 
posti limitati

dal 1 marzo prevendita online su www.vivaticket.it
Bologna Welcome Piazza Maggiore 1/e (aperto dal lunedì al sabato 9:00 - 19:00. Domenica e festivi 10:00 - 17:00) e negli altri punti vendita Vivaticket.
Biglietteria presso Palazzo Gnudi: apertura un'ora prima di ogni performance

info: Cronopios 
tel. 051.224420 (lun-ven 9:30-13:00; 15:00-17:30)
nei giorni di spettacolo tel. 338 2237327
visualizza mappa
attore, il tuo nome non è esatto